Natura senza barriere: alla scoperta del castello medievale
Scritto da Angelo D'Ulisse, Presidente ASD Majella Sporting Team, 09 luglio 2018

Il territorio abruzzese è un ambiente naturale con una connotazione fortemente montana in cui flora, fauna e paesaggio soddisfano la sete di bellezza che alberga nell'animo umano. Coloro che frequentano la nostra montagna ed i siti d’interesse storico troppo spesso inaccessibili in quanto incastonati nel contesto in parola, ottengono importanti gratificazioni emotive e sanno quanto sia importante condividere queste emozioni con i compagni di escursione, amici e conoscenti.

I soci dell’ASD MAJELLA SPORTING TEAM, nel corso degli anni, hanno lavorato per sviluppare, attraverso l’uso della joelette, tecniche escursionistiche finalizzate all’estensione dei benefici che l’escursionismo garantisce, sia in termini di benessere fisico che di salute mentale, nei confronti degli amici diversamente abili ovvero con difficoltà di deambulazione. Tale determinazione ci ha consentito di scalare le vette della Majella, di raggiungere eremi, visitare borghi medievali e ieri (domenica 8 luglio 2018) di fare visita al Castello di Roccascalegna.

Riteniamo che il contatto con gli elementi naturali, l'esperienza dell'ambiente fisico, la fruizione della bellezza della natura siano elementi centrali nella vita dell'uomo, per questo quando riusciamo a rendere tutti indistintamente partecipi alle emozioni che la natura sa regalarci, siamo felici perché significa che siamo riusciti a superare quelle barriere fisiche che, non meno di quelle mentali, troppo spesso ostacolano il cammino verso l’inclusione sociale.

Grazie, quindi, all’Amministrazione Comunale di Roccascalegna, rappresentata dal Sig. Sindaco Domenico Giangiordano, per il patrocinio non come atto formale, ma come scelta a supporto di un progetto ad alta valenza sociale. Grazie altresì alla proloco di Roccascalegna per la preziosa collaborazione nell’organizzazione dell’evento, ferma una profonda ammirazione per tutto quanto riescono a realizzare sul territorio al fine di valorizzare un importante sito storico-culturale qual è il castello.

Grazie, infine, a tutti i partecipanti ed i volontari dell’associazione MAJELLA SPORTING TEAM, ricordando loro che bisogna essere uniti nel dire ad alta voce che non esistono esperienze riservate a pochi e che le barriere possono essere superate con un semplice, ma significativo, cambiamento di visuale. 

La pietra della Majella è arrivata sull'Everest
Missione compiuta dal gruppo di escursionisti partito da Lama dei Peligni una settimana fa per portare la bandiera del Rifugio Fonte Tarì“

Articolo tratto da "ChietiToday" del 29 marzo 2018

La bandiera del Rifugio Fonte Tarì del monte Majella è arrivata sul campo base dell'Everest. Da questa mattina alle 9.15 (ora locale di Kathmandu) il sogno di far 'incontrare' le montagne, portando un po' di Majella sulla vetta del mondo si è realizzato grazie alla tenacia di un gruppo di escursionisti partito sei giorni fa da Lama dei Peligni.
Peppe Ardente, Andrea Monaco, Luciano Carchesio, Lorenzo Ardente, Angelo Caprara e Ewa Piechowicz hanno lasciato sull'Himalaya oltre alla bandiera di Fonte Tarì, meta tra le più frequentate della Majella occidentale, anche un frammento di roccia abruzzese che reca la scritta con la provenienza.
E' stato un viaggio molto più faticoso del previsto - racconta Peppe Ardente - Oggi avevamo un dislivello non molto alto da superare per raggiungere 5340m dell'Everest Base Camp. Ma l'altitudine, le basse temperature (-10 gradi) è la sorpresa mattutina di trovare 10 cm di neve ha reso i 12 km di trekking molto impegnativi".

Escursionisti di Lama dei Peligni sul campo base dell'Everest
Da questa mattina, la bandiera del Rifugio Fonte Tarì della Majella sventola sul tetto del mondo. Dopo sei giorni di cammino, è stato coronato il sogno di far incontrare le montagne d'Abruzzo e dell'Himalaya

Articolo tratto da "Il Centro" del 28 marzo 2018

LAMA DEI PELIGNI.
Da questa mattina alle 9.15 (ora locale di Kathmandu) la bandiera del Rifugio Fonte Tarì del monte Majella, svetta sul campo base dell'Everest. Dopo sei giorni di cammino, gli escursionisti partiti da Lama dei Peligni (Chieti) lo scorso 22 marzo, sono arrivati a destinazione, realizzando il sogno accarezzato da tempo: far «incontrare» le montagne, portando un pò di Majella sulla vetta del mondo. Così è stato, perché sull'Himalaya è stato lasciato anche un frammento di roccia abruzzese, che reca la scritta con la provenienza. "È stato un viaggio molto più faticoso del previsto", racconta provato, ma entusiasta, uno degli escursionisti, Peppe Ardente. "Questa mattina, a complicare le cose ci si è messa anche la neve, che ha reso la marcia ancora più impegnativa. Il dislivello da coprire è stato davvero tanto e il mal di montagna si è fatto sentire parecchio, nonostante abbiamo affrontato circa dieci chilometri al giorno, che sembrano pochi, ma percorrerli in carenza di ossigeno per via dell'altitudine e, per giunta, con lo zaino addosso, non è affatto una passeggiata. "Tutti", prosegue Ardente, "abbiamo fatto fatica, alcuni hanno sofferto di più e hanno impiegato più tempo, qualcun altro è rimasto indietro, ma ce l'abbiamo fatta. Siamo emozionati, stanchi, ma felici perché noi che abbiamo l'amore per la montagna nel nostro Dna siamo riusciti a concretizzare un sogno che temevamo irrealizzabile. Solo una grande passione, oltre a una certa tempra fisica, possono portare a raggiungere certi obiettivi. Il nostro desiderio era creare un punto di contatto tra la nostra Majella e la vetta più alta del mondo, che è il sogno di tutti. E così sarà: dall'Everest abbiamo portato via una pietra che sarà collocata lì dove abbiamo prelevato l'altra, lasciata in Nepal, e il legame resterà. Così come resterà dentro ognuno di noi questa incredibile esperienza e tutto quello che ci ha regalato: luoghi, incontri, emozioni, paesaggi e la capacità di misurarsi con il proprio io". Della spedizione fanno parte, oltre a Peppe Ardente, Andrea Monaco, Luciano Carchesio, Lorenzo Ardente, Angelo Caprara e Ewa Piechowicz. Rientreranno in Italia il prossimo 6 aprile.

Raccolta fondi 2018 pro-rifugio "Fonte Tarì"

Scritto da Angelo D'Ulisse, Presidente ASD Majella Sporting Team, 04 gennaio 2018

Gentili amici appassionati di montagna,
il Direttivo dell'A.S.D. Majella Sporting Team, sodalizio sportivo che gestisce il rifugio "Fonte Tarì", nel ringraziarvi per l'alta frequentazione della struttura ed il continuo sostegno alle attività ricreative organizzate sulla nostra montagna madre, vi segnala l'attivazione della raccolta fondi 2018.
Lo scopo dell'iniziativa è il mantenimento di condizioni dignitose in termini di fruibilità del rifugio, attraverso manutenzione ordinaria e straordinaria, acquisto di ulteriore arredamento e nuove attrezzature.
Le persone designate alla raccolta sono Peppe Ardente e Luca Madonna. A fronte di un contributo minimo di € 10, riceverete una fantastica bandana multifunzione, un capo unico che riporta la carta escursionistica dell'area limitrofa a Fonte Tarì (un sentito grazie al Parco Nazionale della Majella ed alla D.R.E.Am Italia, tenutari del copyright).
E' altresì possibile ricevere gratuitamente la bandana in caso di rinnovo del tesseramento all'associazione o di nuova iscrizione (Settore Trekking)!
Ringrazio tutti i trekkers, associati e non, per la determinazione con cui sostengono ogni nostra iniziativa: insisteremo nel "gettare il cuore oltre l'ostacolo", affinchè Fonte Tarì continui ad essere un luogo dell'anima.

​Raccolta Fondi Pro Fonte Tarì - 2018

Fondi raccolti al 12.07.18
€ 2.123
​​Documento sulla trasparenza

5x1000

La passione per lo sport è nella nostra natura!
Se vuoi sostenere le nostre iniziative a favore dei giovani e dell'escursionismo solidale con la joëlette, donaci il tuo 5x1000.
Nella dichiarazione dei redditi, scrivi il codice fiscale 90030150693 nella casella relativa alle associazioni sportive. Grazie.

​Rifugio Fonte Tarì
Bandiera Arancione 2015